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domenica 4 agosto 2013

Scoprire di mattina il Parco Orsini a Pitigliano in Maremma

Avere un cane è una gioia!
Immaginate perciò con quale entusiasmo accolgo Pinki la mattina, quando scodinzolando entra nella mia camera travestito da uragano.
Sono questi i momenti in cui sento di amarlo di più...
Se provo a far finta di dormire, lui organizza strani balletti sul tappeto, se mi giro verso il muro, smette di saltellare ma inizia a mordere i libri posati sul comodino.
Così, mi arrendo e il cane mi trascina con impeto da casa al Parco Orsini.



Se non ci fosse stato Pinki  però, non avrei visitato con tanta attenzione questo meraviglioso luogo che domina dall'alto la mia casa.  
La strada per accedere è in salita e quando finalmente arriviamo ho il  fiatone e Pinki beve l'acqua fresca dalla fontana.
Intorno a noi,  tavoli di legno e panche offrono spazi organizzati per merende e pick-nick. Sembra di essere entrati in un disegno, come succedeva nel  film di Mary Poppins. Ma nei parchi del film c'era sempre tanta gente, c'era la corsa dei cavalli della giostra, c'erano simpatici pinguini danzanti, qui invece siamo soli io e lui.
Avverto un forte odore di menta,  abbasso sguardo e vedo molte piante di menta selvaggia che crescono indisturbate intorno ai muretti che delimitano il vialetto.

Il Parco Orsini a Pitigliano fa parte del patrimonio archeologico delle città del tufo della Maremma Toscana, ma è un posto poco conosciuto.
Solo qualche turista curioso ed informato scopre a Pitigliano l'esistenza del Parco, e si organizza per visitarlo
Il Parco fu creato dai Conti Orsini intorno al 1500. Si racconta che i Conti amassero assistere da qui,  insieme ad altre famiglie importanti dell'epoca, alle frequenti battute di caccia.  

Lascio la parte alta del Parco dove è la pineta e camminando dietro Pinki  immersa fra l'ombra di alberi, scopro una statua di donna realizzata in tufo all'inizio del sedicesimo secolo.


Il  cane ora cammina veloce nei sentieri che scendono fino in basso dove scorre il fiume " Lente", lo seguo fra la vegetazione cercando di essere attenta e non scivolare.


.
Seduta in tufo nel Parco Orsini Pitigliano #Maremma 


Continuiamo la passeggiata nella parte scoscesa della rupe, intravedo fra i rami degli alberi e il fogliame dei cespugli il  fiume che scorre quieto, in fondo. Pinki si ferma in prossimità di altre incredibili architetture in tufo, levigate dal tempo e assalite dal muschio.
Immagino di sentire le risate, le voci delle dame eleganti che come me ora, si sedevano per riposare o per cercare riparo dal sole.   




La passeggiata per Pinki non è ancora finita, attraversiamo di nuovo la pineta ed invece di riprendere la strada di casa, il cane si dirige verso l'altra estremità del Parco.



Qui lo spettacolo diventa impressionante. Davanti a noi un'area semi-circolare circondata da sedute in tufo, termina a strapiombo nel dirupo.
La vallata davanti  è un'esplosione verde che si scaglia contro l'azzurro.
Fermo istintivamente il cane vicino a me, ma rimango lì immobile per un tempo lunghissimo, come affascinata da quel vuoto.
Poi Pinki tira, ha deciso che possiamo tornare a casa.  







sabato 5 gennaio 2013

Vieni In Maremma "A Cantar la Befana"



Vieni in Maremma "A cantar la Befana"

In Maremma nella notte fra il 5 ed il 6 gennaio è tradizione  "Andar a cantar la Befana" .
La festa della Befana coincideva con il periodo della lavorazione del maiale, quindi  in molte case c'era  carne sufficiente da offrire ai questuanti.   

La "Befanata"  infatti  nacque estranea alla festa liturgica dell'Epifania, era una specie di questua itinerante che permetteva, a chi aveva più bisogno, di ricevere offerte senza perdere dignità  ricevendo omaggi solo dopo aver cantato e portato allegria nelle case. 

Tempo indietro, a cantar la Befana in Maremma andavano le persone più povere.  
Una volta,  la sera del 5 gennaio gruppi di uomini travestiti da Befana, da Befano e da Gobbo si spostavano a piedi  andando di casale in casale a festa con le famiglie che attendevano.



Festa della Befana 2011 a San Quirico (Sorano) Maremma   


Gli attori con i loro travestitmenti buffi entravano nelle case cantando, ballando, ricchi di promesse da elargire.  
La Befana era sempre vecchia e poveretta, pur di avere qualcosa in cambio prometteva a tutti l'inpernacchia, distribuiva fidanzati e fidanzate a chi era solo, regalava confetti, trovava nuovi mariti alle vedove, ma...
attenzione minacciava tutti con il suo bastone se le offerte che aspettava, non arrivavano

I personaggi tipici della festa erano oltre la Befana, il Befano, la figlia della Befana da maritare ed  il  "Gobbo" che voleva sedurla. 
Lo spettacolo nelle case e nelle strade nasce attraverso l'improvvisazione, la capacità gestuale e teatrante dei soggetti.
Anche oggi aiuta molto la creatività e la fantasia degli attori la musica  e le canzoni dei suonatori intorno, e il vino offerto in quantità certo non è da meno.    

Anche se "Il cantar la befana"  ha perso nel tempo la caratteristica di essere un "sostegno" per i più bisognosi, la sera del 5 gennaio nelle Città del Tufo della Maremma la tradizione continua e la Befanata,  è una festa sentita, partecipata. Per chi ama la Maremma e sue tradizioni popolari è un "chicca"  da non perdere . 

                                                     
http://sangiovannidellecontee.ilcannocchiale.it
Foto  Festa della Befana  San Giovanni della Contee Sorano

Voi di casa buonasera,
che domani è Epifania 
e nel nome di Maria 
vi venimo a salutà 
Poche cose noi volemo
perchè troppo a noi c'impiccia
Quarant'ova e 'na salsiccia
e quattrini a volontà
Ma se voi niente ci date
noi di qui, partiam piangendo
per le strade discorrendo:
brutta gente a sto' paese.
Ma se voi invece ci date,
noi di qui partiam cantando
bella gente a 'sto paese                                                                                                                                                                             

Sabato 5 gennaio in Piazza Busatti a Sorano , Festa della Befana ( a cura dell'associazione Giovani Capaccioli)
ore 18:30 accensione della pira in Piazza Busatti.
ore 19:00 Cena con grigliata e musica in piazza.
ore 23:00 in piazza con le befane




giovedì 24 novembre 2011

La leggenda della Mano di Orlando a Sovana

Sulla strada provinciale delle città del Tufo della Maremma Toscana , quella che da Sorano arriva a Sovana, davanti al bivio per Pitigliano
si può vedere un macigno tufaceo dalla forma strana...sembra  una grande mano chiusa.


E'  chiamato infatti " Mano d'Orlando"

La leggenda racconta che Carlo Magno chiese aiuto ad Orlando per espugnare la città di Sovana .
Orlando arrivò con il suo cavallo bianco alato l' ippogrifo, certo di vincere.
La  città fu invece inespugnabile, a nulla servirono gli attacchi del mitico eroe. .
Orlando,  preso dal dolore della sconfitta si inginocchiò davanti al masso tufaceo
ed  iniziò a pregare...
Così, nella foga della preghiera strinse forte il masso, tanto forte da lasciare impressa nel tufo la forma delle sue dita,  per sempre.


domenica 2 ottobre 2011

Città del tufo Maremma Toscana -Una terra che si prende cura




Temo di essere ripetitiva scrivendo ancora una volta sull' Ospedale di Medicina Integrata di Pitigliano.
Ma è necessario ed importante raccontare
il  successo che sta ottenendo il Primo Ospedale , il nostro a  Pitigliano,  dove le persone  possono liberamente scegliere terapie differenti per curarsi ;  tradizionali o alternative.
E' impressionante e forse inaspettato, ma
 i 15 medici che lavorano nei laboratori di omeopatia, agopuntura e fitoterapia hanno già effettuato da aprile ad oggi,  più di 1400 visite e le prenotazioni per le visite sono complete fino ad  aprile 2012.
La richiesta nasce da tutta Italia, anche se il  maggior numero di  pazienti  proviene da Roma, dal  Lazio e dalla Toscana .
Ho saputo che è in progetto  anche  l'avvio alle discipline bio-naturali  mirate a migliorare della vita, come i massaggi,  la  ginnastica orientale e la terapia del suono seguita dal Musicologo Professore, docente Universitario.

Due fatti importanti sono accaduti in relazione a questa grande novità dell'Ospedale di Pitigliano e la sua unicità  messa in essere dalla Regione Toscana :
La prima;
La nascita dell'  Associazione "Amici dell'Ospedale di Pitigliano"  che ha lo scopo di  promuovere la Medicina Integrata, alla quale hanno aderito persone come Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo, Angela Terzani,vedova di Tiziano Terzani , Oliviero Toscani  molti medici e ricercatori.
La seconda;
la nascita di un progetto di promozione del terrritorio delle città del Tufo della Maremma Toscana attraverso nuove forme di turismo centrate sul benessere biofisico del'individuo offerto dai luoghi, dalle strutture termali, dalle coltivazioni biologiche, dall'ambiente incontaminato e dalla bellezza pura del territorio.
Le città del Tufo della Maremma Toscana: " una terra che si prende cura "

http://www.leviedellasalute.org/

Come scrive Fabio Rogiolani  Presidente dell'Associazione
"Amici  dell'Opedale di Pitigliano" 


"Le vie cave danno il senso della ricerca del contatto profondo con la terra. Sotto la superficie terrestre c’è dieci volte la vita che c’è sopra la terra eppure è un contatto che non esploriamo e che non conosciamo. 
L' agricoltura biologica che per coltivare non violenta la terra con arature troppo profonde e non sovverte la vita con i pesticidi e la chimica ma la asseconda per ottenerne frutti più salubri e più saporiti. 
Lo sa chi si occupa di termalismo perché l’acqua che sgorga fredda o calda nei centri termali realizza in quei luoghi e in quel momento il connubio salutare con il nutrimento della terra. 
Questi territori hanno conservato nei millenni questo rapporto, le storie archeologiche che vi si trovano dai megaliti fino al Medioevo sono un intreccio continuo di cultura sia popolare che del potere.
 La conoscenza del potere del freddo nella conservazione del vino e dei cibi esplicitata nelle cantine pitiglianesi che si sviluppano nel sottosuolo fino a raggiungere il punto dove la temperatura rimane stabile in ogni momento dell’anno, conoscenza poi applicata nella geotermia a bassa entalpia con cui ormai si riscaldano e si raffrescano oltre un milione di abitazioni in Europa tra cui la mia. 
Quando, dopo quindici anni di ricerca e lavoro per le medicine complementari e per le discipline bionaturali, ritenni il momento per lanciare il primo Ospedale In cui si proponesse la ricerca e l’applicazione della medicina integrata non potei non partire dall’Ospedale di Pitigliano per tutto quello che, dalla difesa della Sorgente della Nova in poi avevo conosciuto ed amato. Ovviamente la comunità poteva rinchiuderai nella paura dell’Omeopatia, dell’Agopuntura e della Fitoterapia e invece si è aperta al punto che la proposta ha un successo di partecipazione e di richieste straordinario proprio dalla popolazione locale che evidentemente ha nel DNA la consapevolezza che il proprio corpo e la propria terra hanno la forza per tenerci in salute e che prima di essere invasi di chimica o di radiazioni merita cercare la via meno invasiva e più naturale. 
Con l’Ospedale di medicina integrata, con le terme e gli alberghi e agriturismi , con l’alimentazione naturale biologica, con il piacere del vino nella giusta misura e la riscoperta dei colori e dei profumi del giorno e della notte questa terra è davvero il luogo per ritrovarsi e rinascere nel fisico e nello spirito."




domenica 3 luglio 2011

Ospitalità alternativa

Quando è entrata nel mio ufficio, l'ho notata subito.
E'  iniziata la stagione estiva, così  tutti i giorni entrano molte  persone per avere informazioni turistiche.
Spesso sono coppie con o senza figli o  gruppi di amici.
Lei  invece era sola.
Forse questo particolare mi ha colpita , magari sono stati i  capelli corti acconciati con il gel.
Non so con certezza cosa è stato,  però sono stata subito incuriosita da  lei.
Quando si è avvicinata per chiedermi informazioni sulle Città del Tufo della Maremma Toscana,  ho riconosciuto  l'accento americano quello di New York. .
Abbiamo iniziato a parlare ed è scattata una simpatia  immediata.
La conversazione è andata oltre le informazioni turistiche, ci siamo dette  la passione reciproca per i viaggi,   dai viaggi siamo passate a narrarci le  emozioni legate a  ricordi di posti visitati,  da qui  poi, con un salto veloce,  l'argomento di conversazione è diventato : la fotografia .

A questo punto  Lisa  Ross si è svelata : lei è una giovane e nota fotografa di New York.

Dalla  prima foto che ho visto nel suo sito,  ho capito che l' istinto non mi aveva ingannata  dirigendo
l' attenzione verso qualcosa di speciale : 


http://LisaRoss.info


Scelgo queste foto tra le tante, seguendo un  pensiero ironico di  "Ospitalità Alternativa."
Potrebbe andare bene da noi in Maremma Toscana?.