sabato 30 ottobre 2010

La creatività e l'elefante incatenato

Ho letto recentemente nel web interessanti opinioni e riflessioni sul tema della "Creatività".
Stimolata da queste letture sono andata cercare fra i miei vecchi appunti sull'argomento ed ho trovato annotata una breve storia, che trascrivo perchè  mi piace ancora.  
Si tratta di un racconto preso da  "Lascia che ti racconti "  di J. Bucay psicoterapeuta di Gestalt Sud-Americano.
 
" Quando ero piccolo adoravo andare al circo, mi piacevano sopratutto gli animali. Ero attirato in particolare modo dall'elefante...ma dopo il suo numero, e fino al momento prima di entrare in scena, l'elefante era sempre legato ad un paletto conficcato nel suolo, con una catena che gli imprigionava una delle zampe.
Eppure il paletto era un minuscolo pezzo di legno,  piantato nel terreno solo per pochi centimetri. Anche se la catena era grossa e forte mi pareva ovvio che un animale in grado di sdradicare un albero potesse liberarsi facilemente di quel paletto e fuggire.Era davvero un bel mistero. Che cosa lo teneva legato, allora? Perchè non scappava?
Quando avevo 5 o 6 anni nutrivo ancora fiducia nella saggezza dei grandi.
Allora chiesi ad un maestro, al padre o a uno zio di risolvere il mistero dell'elefante.Qualcuno di loro mi spiegò che l'elefante non scappava perchè era ammaestrato. Allora posi la domanda ovvia : Se è ammaestrato, perchè lo incatenano?. Non ricordo di aver ricevuto alcuna risposta coerente. Con il passare del tempo dimenticai il mistero dell'elefante e del paletto,  ci pensavo soltanto quando mi imbattevo in altre persone che si erano poste la stessa domanda. Per mi fortuna, qualche anno fa,  ho scoperto che qualcuno era stato abbastanza saggio da trovare la risposta giusta:  l'elefante del circo non scappa perchè è legato ad un paletto  fin da quando era molto, molto piccolo"